Valzer con il nuovo cinema israeliano

Pesaro, 22 giugno.

Alla Mostra del nuovo cinema, prologo senza Piazza per l’imprevedibilità del tempo nelle serate di sabato e domenica.
Dopo la proiezione speciale di Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario (venerdì al carcere di Pesaro, sabato al Teatro Sperimentale) e l’anteprima di ieri con la proiezione del cortometraggio Il Veditore ambulante, con un occhio di riguardo di Giuseppe Saponara e la magia del cinema muto con accompagnamento musicale (l’Orchestra Sinfonica "G. Rossini", formazione cameristica diretta da Roberto Molinelli, ha accompagnato la proiezione del film muto The Lodger di Alfred Hitchcock) al via oggi, con il saluto del direttore artistico Giovanni Spagnoletti e del Presidente del comitato scientifico Bruno Torri, le proiezioni della 45.a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

La cronaca registra anche una contestazione pacifica di Resistenza Solidale e del centro sociale Oltrefrontiera: ieri pomeriggio un gruppo di persone hanno appeso striscioni con la scritta “Noi non siamo equidistanti con la resistenza palestinese contro l’occupazione israeliana”. I manifestanti, pur non dichiarandosi contrari alla cultura e al cinema israeliano, ospite d’onore del Festival, hanno voluto contestare la scelta della Mostra del cinema di avvalersi del supporto di un organismo dello stato di Israele come l’Israel Film Fund. Per la Mostra, così rispondono Bruno Torri e Giovanni Spagnoletti (presidente e direttore artistico): “l’arte e la cultura non devono essere mai boicottate soprattutto quando sono portatrici di pace e liberta”.

Ad inaugurare le proiezioni del Teatro Sperimentale alle ore 15:00 Historia shel h’akolnoa ha’israeli (A History of Israeli Cinema) del cineasta francese Raphaël Nadjari cui la Mostra ha voluto dedicare un focus riguardante la sua produzione in Israele. Oltre al monumentale film di oggi, diviso in due parti, verranno presentati nei prossimi giorni anche Avanim, che racconta lo sconvolgimento della vita di una donna in seguito ad un attentato terroristico cui è scampata, e Tehelim, che ha per protagonista un ragazzo alla ricerca del padre misteriosamente scomparso dopo un incidente stradale.

History of Israeli Cinema racconta la costruzione di uno sguardo su una società afflitta da conflitti etnici, religiosi e politici. Il documentario è diviso in due parti: la prima si sviluppa tra il 1933 e il 1978, con il Movimento Sionista e la rivisitazione di questa storia, la seconda prosegue fino al 2005, e affronta il cinema politico fino al cosiddetto cinema personale, di epoca più recente.
Ma a prescindere da questa suddivisione, entrambe le parti mettono in evidenza i generi e i temi del cinema israeliano, da quello ideologico di propaganda sionista a quello più intimista, da quello commerciale a quello politico dei registi militanti, da quello riferito a un contesto locale a quello capace di esprimere contenuti universali.

A seguire, Bufor (Beaufort) di Joseph Cedar, altro titolo della retrospettiva dedicata al Cinema israeliano Contemporaneo. Il film, tratto da Im Yesh Gan Eden di Ron Leshem, narra la ritirata israeliana dalla roccaforte di Beaufort, in Libano, rasa al suolo il 24 maggio 2000, allorché Israele accusò il Libano di continuare ad ospitare nella fascia Sud del Paese le basi degli hezbollah, da cui provengono i kamikaze che seminano stragi fra i militari e i civili israeliani.
Queste le parole del regista: «Il testo di Leshem su Yedioth Acharonot, in cui venivano riportate le esperienze di un ufficiale nell’ultima guerra di Israele in Libano, mi colpì profondamente. Mi resi conto d’un tratto che l’orribile, quasi incredibile storia che raccontava su soldati che perdono la vita in una guerra ridicola era anche la mia storia, con la quale però non mi ero mai confrontato. Le paure che avevo represso per anni riemersero al punto da farmi piangere».

A seguire, sempre cinema israeliano con Knafayim shvurot (Broken Wings) di Nir Bergman, storia drammatica della crisi di Dafna e dei suoi quattro figli dopo la morte del marito.
Così parla il regista: «Ho avuto pochi momenti illuminanti nella mia vita. Momenti nei quali apprendi qualcosa di nuovo su te stesso. Questi pochi momenti sono diventati i più significativi della mia vita. Sebbene non mi abbiano realmente cambiato, mi hanno insegnato ad apprezzare ciò che ho. Ho fatto vivere ai miei personaggi uno di questi momenti per il sollievo che procurano».

È cominciato oggi, sempre al Teatro Sperimentale, l’omaggio a Paolo Gioli, noto, soprattutto in ambito internazionale, come uno tra i maggiori fotografi contemporanei, in realtà anche un filmmaker di straordinaria qualità, di cui la Mostra propone una ampia e approfondita “Personale” iniziata oggi alle ore 19:00, alla presenza del curatore della rassegna Giacomo Daniele Fragapane, con Schermi disturbati che comprende tre suoi lavori: Immagini disturbate da un intenso parassita (1970, 37’52”, 16mm, b/n), Secondo il mio occhio di vetro (1972, 10’09”, 16mm, b/n) e Rothkofilm (2008, 7’15’’, 16mm, colore).

Al cinema Astra, invece, è stato inaugurato il 23° Evento speciale, quest’anno dedicato al maestro Alberto Lattuada, con la proiezione alle ore 15:00 di Matchless e a seguire La nostra guerra, Il bandito, Il delitto di Giovanni Episcopo (alla presenza del curatore della rassegna Adriano Aprà) e Il mulino del Po.
Per la cura di Adriano Aprà, il 23° Evento speciale è dedicato a un grande autore della nostra cinematografia Alberto Lattuada (1914-2005), un regista di cui oggi troppo poco si parla o si è parlato rispetto alla sua grande importanza prospettica. La retrospettiva offre l’occasione per rivedere grandi successi (e/o classici) del nostro cinema ma anche per valutare in tutta la sua importanza la figura di un grande maestro italiano della mise en scène cinematografica che ha saputo sfidare la censura del tempo affrontando, e trasformando in grande cinema, argomenti arditi o soggetti per l’epoca inediti.
L’evento speciale, organizzato con Fondazione-Centro sperimentale di cinematografia, oltre alla retrospettiva, propone anche la pubblicazione di un libro monografico (Marsilio) e un ricco volume fotografico con le schede di tutti i suoi film e la tradizionale tavola rotonda che si terrà domenica 28 giugno alle ore 10 al cinema Astra.

Avvio, di sera, anche per il Cinema in Piazza, con la proposta in Piazza del Popolo (sperando nella clemenza del tempo) del film in concorso La pivellina (Non è ancora domani) di Tizza Covi & Rainer Frimmel, film italo-austriaco, già vincitore del Label Europa Cinemas come “Miglior film europeo” alla recente 41a Quinzaine des réalisateurs a Cannes. Il film racconta la storia della piccola Asia, una bambina di due anni abbandonata in un parco e di come viene aiutata da una donna della comunità circense di San Basilio a ritrovare la madre…

Ai nastri di partenza anche il Dopofestival, consueto appuntamento in notturna a Palazzo Gradari con forme non canoniche di produzione audiovideo, che alle ore 23.30 inaugura la sua nuova edizione con il concerto di Fucili/Dominici/Gari Trio in collaborazione con il Fano Jazz by the sea 2009.
 


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