Vasermil

IL CALCIO E’ UN’OCCASIONE DI RISCATTO ANCHE IN ISRAELE
SHLOMI, ADIEL E DIMA: STORIE DI RAGAZZI (E RAGAZZE) IN CERCA DI IDENTITA’

Pesaro, 22 giugno. Doppia inaugurazione ieri sera alla Mostra del nuovo cinema: col film israeliano Vasermil, già vincitore del Premio speciale della giuria al Festival di Gerusalemme, al via le sezioni Cinema in Piazza e Concorso Pesaro Nuovo Cinema.
Il Sindaco di Pesaro , Luca Ceriscioli, e il direttore artistico della Mostra del nuovo cinema, Giovanni Spagnoletti, hanno dato il benvenuto alla centinaia di persone che affollavano Piazza del Popolo, mentre la città si preparava alla notte bianca.
“La giuria per il Concorso sarà tutta al femminile” – ha poi detto Spagnoletti - invitando a salire sul palco “una delle attrici più conosciute del cinema italiano” Valentina Carnelutti, giurata insieme alla critica francese Elisabeth Lequeret e alla regista Anna Negri. “Sono contenta di essere qui a Pesaro per la seconda volta e mi fa piacere vedere sempre una Piazza così partecipe in una città sa ospitare il cinema”, afferma la Carnelutti, attrice ed autrice attualmente in sala con Tutta la vita davanti, Sfiorarsi e Jimmy della collina, ospite due anni fa alla Mostra come protagonista di Tu devi essere il lupo, prossimamente nei panni di un’inedita Antigone, per la regia di Andrea Caccia.

In tempi di campionati europei, Vasermil propone il calcio come occasione di riscatto: è il Giorno della Memoria, e la partita nello stadio Vasermil di Beersheba, nel sud di Israele, potrebbe cambiare le vite di Shlomi, Adiel e Dima, i tre giovanissimi protagonisti di questo spaccato duro e attendibile della società israeliana contemporanea.

A sessant’anni dalla fondazione dello Stato d’Israele, in concorso alla Mostra di Pesaro un ritratto inedito delle condizioni di vita dei ragazzi israeliani di oggi, lontano dalle location tradizionali di Gerusalemme e Tel Aviv, che è valso al regista Mushon Salmona il premio come miglior esordiente al San Francisco International Film Festival.

Le storie di tre ragazzi (interpretati da Nadir Eldad, David Teplitzky, Adiel Zamro, per la prima volta davanti alla macchina da presa) per raccontare i problemi universali vissuti in seno alla famiglia, ma soprattutto per svelare un Paese in gran parte sconosciuto al di fuori dei confini nazionali, fatto soprattutto di immigrati di seconda generazione alle prese con un razzismo strisciante e con la ricerca della propria identità.

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