Videoarte russa: una panoramica di tendenze e interpretazioni del mondo post-sovietico

Videoarte russa: una panoramica di tendenze e interpretazioni del mondo post-sovietico

Pesaro, 23 giugno - Documentazioni schiette (e spesso liriche) della realtà (con autori come Bratkov, Litvin, Chernysheva, Begalska, Gutov, Gorlova, FUCK), messe in scena vere e proprie (con AES+F, Jermolaewa, Tobreluts, PROVMYZA, Blue Noses, Chuykova, Tishkov), animazioni 2D utilizzate come forma di decostruzione della percettività visiva (Shutov-Novikov, Buldakov-Ter-Oganyan), e analisi delle strutture su cui si basa la comunicazione di oggi (Alimpiev, Bluesoup, Logutov, Programma Escape). E’ ciò che propone il ricchissimo e variegato programma di videoarte russa curato da Antonio Geusa per la 46. Mostra del Cinema di Pesaro al Teatro Sperimentale mercoledì 23 giugno, a partire dalle ore 23.15. Una panoramica che “tende a prescindere i limiti etno-geografici in favore invece di uno scambio di idee e visioni di carattere globale”, come sottolinea lo stesso Geusa, che introdurrà l’evento in sala.

La videoarte in Russia è un fenomeno prettamente post-Sovietico, ovvero si manifestò con un ritardo di circa venti anni rispetto all’occidente. Il controllo censoreo delle forze politiche al potere dell’Unione Sovietica sui mezzi di riproduzione tecnologica impedì la diffusione di videocamere e videoregistratori almeno sino alla metà degli anni Ottanta, quando l’avvento al potere di Mikhail Gorbachov portò a un netto rilassamento nei controlli della produzione artistica grazie a Glasnost e Perestrojka. “Strumento ideale per definire la propria identità sullo sfondo dei radicali cambiamenti sociali, politici ed economici che seguirono il crollo dell’Unione attraverso un dialogo diretto con un nuovo pubblico, il video, per le sue qualità di praticità ed economicità, divenne per un gran numero di artisti un mezzo efficace per diffondere il proprio modo di fare arte al di fuori dei confini geografici della Russia. Oggi la Russia vanta un cospicuo numero di artisti che, grazie proprio ai loro lavori in video, hanno ottenuto fama internazionale”, ha spiegato ancora Geusa.

Il programma di videoarte dalla Russia che il Festival del Cinema di Pesaro presenta ai suoi visitatori è una selezione di venti video che spaziano dalle origini sino al giorno d’oggi, ognuno a suo modo esemplare; un ampio panorama originale di tendenze e interpretazioni del mondo.

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