VISIONI NOTTURNE

VISIONI NOTTURNE

TRAUMATOGRAFO
Traumathograph
(1973, 26’05”, 16mm, b/n)

Traumatografo è un film come primo motivo di conforto per quelli che temono di morire sopra forche o palchi. Diviso in tre parti: nella prima il massacro visto mediante l’automobile, la terza sullo scontro bellico, al centro bambini che pantomimano movimenti sincopati dall’alto in basso.

Traumatograf is a film, the principal purpose of which is to comfort those who fear death by the gallows or scaffold. It is divided into three parts: in the first, slaughter by automobile is shown; in the third, by military engagements; in the center section, children pantomime syncopated movements from top to bottom.

FARFALLIO
Fluttering
(1993, 7’45”, 16mm, b/n)

Lo sfarfallìo cinetico, il flicker, viene immesso nello sfarfallìo di farfalle riprese da piccoli libri. Il mio intento è stato, come altre volte, quello di tentare di animare ciò che sta inesorabilmente nel chiuso, nella fissità dell’inchiostro di stampa di un libro. In questa prova ho affiancato il ritmo di fotogrammi erotici nel compulsare di farfalle e eros. I cinque minuti bellissimi di ali di falene su pellicola del grande Stan Brakhage: io non avrei mai
staccato ali alle farfalle, anche se… notturne.

Cinematic flicker: flicker is introduced into the flutter of butterflies shot from small books. My intention was, here as elsewhere, to animate what is inexorably locked up in the fixity of typographic ink in a book. In this attempt, I brought into play the rhythm of some erotic film images, making butterflies and eros pulsate together. As for the extraordinarily beautiful five minutes of moth wings by the great Stan Brakhage: I would never have used wings ripped from butterflies, even if they were… nocturnal.

[Gioli here puns on the phrase “farfalle notturne” – literally “nocturnal butterflies” – another way of saying “moths,” which is also in Italian “falene”].

INTERLINEA
Frameline
(2008, 5’12”, 16mm, colore)

Tratto da frammenti di film erotico ritrovato, dove l’interlinea che divide i fotogrammi si situa come forma plastica oscura che si dibatte al centro dello schermo anche in verticale. La lama di un otturatore seziona i corpi dell’eros per i desideri del fotogramma e della sua cornice.

Made from fragments of a found porno film, where the frameline, which divides the images, becomes a mysterious plastic form, struggling in the center of the screen, vertically and horizontally. The blade of the shutter sections the bodies of eros, according to the desires of the film image and its frame.

QUANDO LA PELLICOLA È CALDA
When The Film Gets Hot
(1974, 20’30”, 16mm, b/n)

Film erotizzato da prolungati bagni in sali d’argento. Completa esposizione di corpi a giacere e loro deambulazioni lascive. Personaggi dissoluti in copulazioni incestuose di metamorfosi carnali e congiungimenti abnormi. Trasformazioni dei loro corpi in visualizzazioni totemiche di un rito molto locale. Fasi di sdoppi fallici fantastici e groppi di carne pure fantastica in dissoluzione.

A film eroticized by prolonged baths in silver salts. Complete exposure of reclining bodies and their lascivious perambulations. Licentious characters in incestuous copulations of carnal metamorphoses and abnormal couplings. The transformations of their bodies in totemic visualizations of a uniquely local rite. Made up of fantastical phallic doublings and entanglements of purely fantastic flesh in dissolution. 

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