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20 Giugno
Venerdì 20-06-2025
ore 21.30
Chiesa della Maddalena

Foto fleshstones Le macabre rock club

Luca Busso

LE MACABRE ROCK CLUB – LA FAMIGLIA DEL ROCK ITALIANO

Italia 2025 , 70'

 

LE MACABRE ROCK CLUB - LA FAMIGLIA DEL ROCK ITALIANO
Luca Busso
Italia 2025, 70'

Alla presenza dei curatori

Nel 2008 ha chiuso Le Macabre, un piccolo CBGB italiano. Come il celebre locale newyorkese che ha visto nascere la scena new wave americana, Le Macabre è stato uno dei fulcri dell'affermazione del rock italiano negli anni Ottanta e Novanta. Le similitudini finiscono qui perché il racconto non si svolge in una capitale mondiale ma in una cittadina della sonnolenta provincia italiana. Eppure a Bra per un periodo gli amplificatori hanno sparato musica forte: Diaframma, Africa Unite, Subsonica, Massimo Volume, Roy Paci, Ezio Bosso, Vinicio Capossela, Tiromancino, Devovo, C.C.C.P., Nico dei Velvet Underground, Thin White Rope sono solo alcuni dei nomi che sono passati a Le Macabre

   

 NO ALTA Foto regista le macabre rock club

Luca Busso, autore e regista piemontese, si è formato al Dams di Bologna dove si è laureato in Storia del Cinema, e ha realizzato diversi cortometraggi. È stato direttore artistico del rock club Le Macabre e del festival cinematografico Corto in Bra. È figlio dei fondatori del locale, dove ha passato gran parte dei weekend della sua giovinezza.

 

 
Paola Cassano, Anthony Ettorre

Musica e immagini, immagini e musica. Un binomio indissolubile e che da sempre fa parte della programmazione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Eh sì, perché il nuovo cinema è passato anche attraverso le alchimie “messe in scena” in dieci anni di Muro del Suono nello storico cortile di Palazzo Gradari. Quest'anno, sebbene il Muro sia congelato (è dormiente ma aspetta solo di essere risvegliato!) prende vita uno spin-off, una protrusione filmica fatta di suoni e di visioni. La produzione documentaria, anzi rockumentaria, made in Italy è tempestata di gioiellini sparsi, documentazioni indipendenti spesso relegate a fruizioni gratuite sulla rete o a contenuti extra per home video o semplicemente a produzioni finalizzate a promuovere un disco o appagare i fan più curiosi ed esigenti. La storia delle controculture pullula di piccole realtà visive, quali opere spesso a basso budget, in molti casi mai distribuite e quindi poco viste, ma con una forte valenza storica e politica.

Questa nuova sezione aprirà con un evento speciale in Piazza del Popolo con la presentazione di La leggenda di Zagor per la regia di Filippo Biagianti e Vittorio Ondedei, un omaggio a Mirko Bertuccioli (aka Zagor Camillas) che è stato amico del festival e fonte, insieme a Vittorio Ondedei e Giuliano Antinori, di tanti stimoli e suggestioni nella curatela del Muro del Suono. Nient'altro che la sua estensione di musicista, poeta e performer.
Nel nuovo spazio del Teatro della Maddalena nasce la sezione “Roads to Nowhere – Sentieri del rock italiano” che cerca di percorrere e ripercorrere storie mai abbastanza celebrate. Roads to Nowhere nasce con l'intento di “dragare” fiumi di memoria musicale con una timida ma fiera selezione che in cinque serate si propone di raccontare frammenti, luoghi, storie, leggende e miti del rock italiano contemporaneo. Dal piccolo tributo ai Massimo Volume di circa venti anni fa (Emidio Clementi già ospite della Mostra con il suo Quattro Quartetti insieme a Corrado Nuccini), agli Offlaga Disco Pax (Max Collini/Jukka Reverberi con Spartiti hanno lasciato anche il loro segno sul Muro del Suono), questi sentieri ci conducono dal mondo di Le Macabre, storico club di Bra, fino alla Sicilia degli Uzeda con lunghe soste in Emilia dove, accompagnati da Freak Antoni, ci perdiamo in un road movie psichedelico.

Questa sezione è dedicata a Mirko Bertuccioli, Enrico Fontanelli, Steve Albini, Freak Antoni e a tutti coloro che, citando Ruben Camillas, hanno disseminato “Luccichini Dappertutto” e lasciato in ciascuno di noi un tesoro inestimabile, straordinariamente prezioso che faremmo bene a non perdere mai.


Vittorio Ondedei

Ecco cosa è successo. Il Muro del Suono, ubicato nel cortile di Palazzo Gradari e ancora vestito di figure, rimbombi, melodiole, parole selvatiche e forme sonore inaspettate, attorno ai primi di gennaio 2025 è diventato una nuvola. Si è mescolata ai punti di fuga del paesaggio della città, svaporando leggera ed incontrando di nuovo la Mostra del Cinema. Si è lasciata piovere nella Chiesa della Maddalena. A Roads to Nowhere potete trovare gocce ovunque. Ognuna porta le infradito, come è facile accorgersene alla prima in piazza de La Leggenda di Zagor. Il prossimo Muro del Suono sarà trasparente e solidissimo? Chissà…

 


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE