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Il Festival

Le novità PFF62

Pesaro 62
Nuovocinema, ora e sempre
di Pedro Armocida

L’idea è sempre quella, cercare di ridefinire cos’è il nuovocinema. Oggi come ieri. Perché tutto quello che proponiamo – utilizzo il plurale maiestatis visto che, come non mai, è un’eterogenea squadra di programmatori (che ringrazio insieme a tutti i collaboratori) che ha pensato la Mostra numero 62 – passa attraverso la lente dell’oggi. Per dire, anche un fenomeno come Maurizio Nichetti, forse all’epoca non del tutto compreso, oggi è un autore che racconta come una nuova commedia all’italiana è stata possibile, unica, senza l’ombra di epigoni.
Certamente alcune altre nostre proposte sono storicizzate però – appunto per esempio le lezioni di storia – ci raccontano di slanci di cinema spagnolo che sperimenta la libertà come non credevamo che fosse possibile sotto il franchismo. Allo stesso modo può spiazzare il cinema di Milcho Manchevski, che omaggiamo con il Premio Pesaro Nuovo Cinema 62, quando proponiamo un film mai visto in Italia, Bikini Moon che, appunto, ride!nisce il suo cinema o, soprattutto, l’idea che avevamo di esso. Questo sviamento percorre tutte le molteplici sezioni della Mostra partendo, in primis, dagli esordi italiani dove approdano tre oggetti non identi!cati come Masterclass, Oreste e Punk State a gridare che un altro, e più libero, cinema italiano è possibile. Forse lo stesso che ha informato Giandomenico Curi con le sue immagini stupefacenti che si sono trasformate anche nei primi videoclip italiani accanto a quelli nuovi di Simone Peluso nella sezione dedicata Vedomusica.
Immagini fotografate, radiografate, sognate come nei focus su artisti straordinari come William Raban e Friedl vom Gröller che ci riportano in qualche modo allo sperimentalismo liristico di Alfredo Leonardi.

Grazie a lui torniamo sempre a Pesaro. Alla sua storia. A quel 1968 che ha sconvolto prima Cannes e poi Venezia. In mezzo la Mostra, l’unica a dialogare e a dare risposte al movimento studentesco. Ed ecco che nascono i sei minuti di Può la forza di un sorriso, un fillm, praticamente mai visto, in cui Leonardi riprende, con solo primi piani di una bellezza sconfinata, l’assemblea generale che seguì gli scontri e alcune carcerazioni di quel giugno incandescente. Alla repressione, il cinema di Leonardi oppone un titolo che è tutto un programma – Può la forza di un sorriso – per sviare dal consueto reportage. Allo stesso identico modo di Francesco Leonetti e Arnaldo Pomodoro in Processo politico del ‘71, proiettato proprio alla Mostra con corollario di polemiche e ora riproposto nel centenario del grande artista nato nel Montefeltro che in quell’anno immaginava uno spazio urbano nuovo e sperimentale con le sue opere in piazza del Popolo che, quest’anno, accoglie approfondimenti con artisti a noi particolarmente cari.
Per tacere dei focus sul rock italiano, sul Circus per i più piccoli con anche Pinocchio che svia dalle regole imposte, sull’animazione che è cinema puro, sulla videodanza che espande i con!ni della visione proprio come i videosaggi. Su una Mostra che è sempre dedicata a Adriano Aprà con il lavoro sul nostro archivio storico: Pesaro Manifesto 1965-1970. È il Nuovocinema.

 
 

 

 

Pesaro Manifesto 1965-1970  

Pesaro Manifesto 1965-1970

Parole e concetti dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
a cura di Gianmarco Torri.

Pesaro Manifesto 1965-1970 è una pubblicazione che nasce da una ricerca condotta tra il 2024 e il 2025 all'interno dell’archivio storico della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. 
I documenti dei primi anni – lettere, relazioni, sintesi di dibattiti e questionari – al di là degli aspetti più propriamente storiografici, rivelano soprattutto la sua forte impronta ideale e il progetto culturale, dichiaratamente “rivoluzionario”, con cui fu fondata nel 1965.
La pubblicazione si sottrae a una narrazione tradizionale e propone invece un montaggio non lineare: un collage di testi che, attraverso un procedimento di cut-up, isola e mette in dialogo parole chiave, obiettivi e tensioni teoriche. Questo “manifesto” ricostruito, mai veramente scritto in questa forma, propone di verificare la vitalità e l’attualità di quelle idee in un contesto culturale e politico profondamente mutato. L’obiettivo non è tanto restituire la storia della Mostra, quanto la sua energia originaria, la sua ambizione trasformativa e l'eredità ideale che ancora ci sfida a esserne all'altezza.
Il libro, pubblicato da Viaindustriae Publishing (ISBN 979-12-81790-54-4) in collaborazione con Open Access Cinema e con il contributo della Fondazione Pesaro Nuovo Cinema, contiene il “manifesto” in versione bilingue italiano-inglese, insieme a 97 rari documenti originali provenienti dalle prime sei edizioni della manifestazione, ed è introdotto dai testi del direttore artistico della 62a Mostra del Nuovo Cinema Pedro Armocida e del curatore del volume Gianmarco Torri

 

Sigla e illustrazione poster

di Roberto Catani.

sound design: Riccardo Mancini
post-produzione: Mariangela Malvaso

L’idea per la sigla animata – composta da circa 320 disegni realizzati su carta e colorati con gessi, pastelli e oilbar – è nata con l’intento di giocare con il cinema, con alcune sequenze iconiche della storia della settima arte. Il gioco si è sviluppato nella ricerca di connessioni e raccordi narrativi tra le diverse sequenze dei film, scomponendo e rimontando le sequenze stesse, ma anche rielaborando le forme dei soggetti presenti nelle scene, trasformandole e reinventandole. In definitiva risulta un puzzle di immagini riferite a sequenze cinematografiche non immediatamente riconoscibili, ma riconducibili al loro contesto attraverso un gioco di immaginazione. La prima scena, ripresa anche dal manifesto, non ha riferimenti a film appartenenti alla storia passata e recente del cinema, ma è un richiamo simbolico al luogo che ospita la mostra. La bici, mezzo e oggetto presente ovunque nella città di Pesaro, è l’elemento attraverso il quale si sviluppa la narrazione e si uniscono formalmente le prime sequenze dell’animazione. (Roberto Catani)

Roberto Catani

Roberto Catani (Jesi, 1965) è animatore, disegnatore e autore di spicco della scena dell’animazione italiana diplomatosi in Arte del Disegno Animato all’Istituto Statale d’Arte “Scuola del Libro” di Urbino. A partire dal 1995 ha realizzato numerosi cortometraggi d’animazione, tra cui Il pesce rosso, La sagra, La funambola, La testa tra le nuvole, Per tutta la vita e Il burattino e la balena, selezionati e premiati nei principali festival internazionali del cinema d’animazione, fra cui Annecy, Hiroshima, Zagabria, Ottawa e Animateka, ottenendo anche una nomination ai Cartoon d’Or e ai Nastri d’Argento. I suoi disegni e film sono stati presentati in importanti rassegne e istituzioni internazionali, tra cui il Lincoln Center di New York, il Museo d’Arte Moderna di Torino e ARTECINEMA di Napoli.

Manifesto PFF61 by Roberto Catani  

TUTTE LE PROIEZIONI
SONO GRATUITE

Le nostre
pubblicazioni

Se è vero che la Mostra di Pesaro è più per che non del Nuovo Cinema, si può immaginare che l’attività editoriale che la accompagna prenda le mosse dallo stesso stimolo vitale che anima la rassegna cinematografica: una forte tensione scientifica che cerca di affrontare il nuovo osservandolo in termini di processo, maturazione, tenuta nel tempo. L’attività editoriale rappresenta pertanto quel lavoro di comprensione e interrogazione critica che deve accompagnare l’opera d’arte se la si vuole inserire dentro un percorso di conoscenza e presenza nel tempo, dentro l’esigenza di leggibilità del mondo che è propria dell’arte. A partire dalla coralità della forma della miscellanea e dalla ricchezza di uno studio che preveda i punti di vista di tanti studiosi, la Mostra del Cinema di Pesaro ha accompagnato e seguito lo sviluppo della storia del cinema dell’ultimo mezzo secolo, ponendosi come punto di riferimento critico autorevole per chi voglia conoscere in profondità il mondo intorno alla settima arte.

 

Cataloghi delle precedenti edizioni

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