Programma
2020

22 Agosto
Sabato 22-08-2020
ore 18:00
Spazio Bianco

TRILOGIA DEI VIANDANTI

Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi

TRILOGIA DEI VIANDANTI

INAUGURAZIONE:
Sabato 22 agosto
Ore 18:00

ORARI DI APERTURA:
Lunedì, mercoledì, giovedì dalle 18:00 alle 20:00
Venerdì, sabato, domenica dalle 18:00 alle 21:00
Martedì dalle 18:00 alle 21:00 – lettura poetica di Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi

TRILOGIA DEI VIANDANTI
Giorgiomaria Cornelio
Lucamatteo Rossi


Cinque anni in posa fluviale, stupefatti dagli incontri, tutti vissuti nella direzione di un cinema sbordante, umilissimo ma capace d'improvvisi guizzi, come quando il fotogramma è chiamato a ridestare un film assopito nella pietra o a decretare, con lo stesso gesto iniziatico, una seconda nascita dell'immagine. Un cinema vertebra, poi reggimento d'ossa, poi ancora tenue incrinamento di tutto lo scheletro. Un cinema che ribadisce il carattere androgino della visione; che sta sempre nel mezzo di ogni relazione; che connette, disgiunge, monta, sovrappone e s'allarma quando avverte il lampaneggio delle cose; che fa di noi stessi -della nostra interiorità- il luogo in cui s'agita e rimescola tutta l'esteriorità del mondo. I titoli, in ordine cronologico: Ogni roveto un dio che arde (2016), Nell'insonnia di avere in sorte la luce (2018), Ubi Amor Ibi Oculus (2020). I viandanti, come triplice levigazione della stessa figura: il Pellegrino, il Mago, il Cieco.

I luoghi: Italia e Irlanda, o meglio, il movimento incessante che conduce da una terra all'altra, sempre «camminando nell'immagine», secondo quanto recita il salmo XXXVIII (Verutamamen in imagine pertransit homo). L'esito, a conferma dei propositi d'indagine: il momento in cui la luce si smorza coincide con il suo mezzogiorno più sfavillante. Raccogliamo qui - grazie alla lungimiranza di Satellite e alla cura di Mauro Santini - un atlante di materiali che per quanto limitato, non rinuncia a essere drenaggio intransigente della vita che opera nella materia. Per noi, il cinema incomincia oltre lo schermo, ogni qual volta si riesce a sbrecciare la prima immediatezza del reale e a rendere afferrabile - anche solo per un istante - la celata visibilità di ciò che ci sta intorno. Il resto è sole sepolto nelle palpebre, «per conservare luminosa la preistoria delle stelle». Che il cinema sia un'invenzione senza avvenire non esclude che attraverso esso non si possa manifestare un avvenire dell'immaginazione. Ecco perché ci ostiniamo a girare.


Un altro racconto potrebbe essere questo: non la storia degli specchi usurati ma la storia [...] del cinema prima della sua invenzione. Quando intere province dell’occhio presero a scacciarsi nelle sale Tobia, figlio di Tobi, fu mandato in viaggio, perché gli fosse indicata la via del ritorno al di là della vista. Ugualmente, il giorno che gli officianti dimenticarono il culto degli alberi iniziò la lotta delle radici contro i rami. Solo in seguito gli antefatti ripresero a convergere. Vedi: siamo appena in principio. Bisognerà rifare il mondo come si è rifatto l’etimo della fame. Il filo d’erba sarà fissato primo indizio nella tipografia della genesi. In fine verranno le vocali. E il tasso che elargisce la dote. Un estratto da Nell'insonnia di avere in sorte la luce.


Contributi video/video excerpts: Steven Woloshen, Andrew Kotting, Erik Bullot, Helga Fanderl, Guillaume Vallee, Maurizio Marras, Sara Scipioni, Ignacio Tamarit, Stephen Broomer, Valentina Lauducci, Samira Guadagnuolo, Morgan Menegazzo / Mariachiara Pernisa, Giuseppe Spina. Con materiali di/materials by: Magdalo Mussio, Frediano Brandetti, Giuditta Chiaraluce, Vincenzo Consalvi, Stefano Scodanibbio, Rubina Giorgi, Emilio Villa, Corrado Costa, Franco Ferrara.