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20 Giugno
Sabato 20-06-2026
ore 17:30
Teatro Sperimentale - Sala Pasolini

Foto 4 Como suturar la tierra

William Raban

ABOUT NOW MMX

Inghilterra 2011 , 28'

 

PROGRAMMA 5

About Now MMX (2011) 28', sonoro, 35mm su HD Digital file
Girato dal ventunesimo piano dell’iconica Balfron Tower, questo film si concentra sulla porzione di città abbracciata da quel punto di vista. Le riprese constano soprattutto di scene girate a passo uno e carrellate che attraversano questo campo visivo aereo, disegnando così una mappa cinematografica che metta a nudo le reti neurali della metropoli postmoderna. In tal modo Raban realizza un film che rivela i meccanismi del sistema nervoso di Londra.

 

Alla presenza del regista

   

MILENA GIERKE crediti Martin Schoeller

 

William Raban (1948) ha compiuto gli studi alla St Martin’s School of Art di Londra e ha al suo attivo oltre 50 film. Inizialmente noto per i suoi landscape film e cinema espanso degli anni ’70, negli anni ’80 ha cominciato a incanalare le pratiche landscape verso interessi più storici e sociopolitici, e in particolare la storia di Londra e del Tamigi. A partire dagli anni ’90 i film di Raban studiano l’isola britannica e il suo popolo nel contesto dell’economia globale e degli effetti delle mutazioni urbane. William Raban's Nautical Twilight (Palgrave MacMillan, 2025) costituisce una riflessione sulla propria pratica artistica. Professore Emerito alla University of the Arts London, Raban vive e lavora a Londra.

 

 

un programma di Federico Rossin e Rinaldo Censi

Pensieri sulla composizione

È per semplice capriccio che immagino la filmografia di William Raban, i suoi film, come l’ipotesi della suddivisione in tre libri del trattato sulla pittura di Leon Battista Alberti (De Pictura, 1540)? O, almeno, la sua replica mobile e impertinente. Rudimenta, Pictura, Pictor. La sua filmografia (e i programmi che qui presentiamo) espongono problemi di composizione e - insieme - funzionano come un prontuario, un manuale per istruire futuri filmmaker. Come si realizza un film? A partire dalla sua ossatura. Dagli elementi che lo definiscono. Insomma, dalla “struttura”. Intendiamo i film “strutturali" che Raban ha realizzato negli anni ’70. Analisi e scomposizione della macchina cinema: la sua dissezione in parti, pezzo per pezzo, riflettendo sull’apparato di riproduzione, lo sguardo geometrico, la sua modulazione temporale, la qualità cromatica. Ho sotto gli occhi lo schema di un suo film, Angles of Incidence (1973): una serie di rette si distendono dal punto di una finestra, irradiandosi per gradi; minuscole unità che circoscrivono un arco semicircolare nello spazio. Oppure, in Broadwalk (1972), il sentiero di passeggio a Regent’s Park viene decostruito temporalmente e fatto esplodere visivamente, anzi, otticamente, attraverso un processo di rifilmaggio che ne modula la cadenza temporale, la consistenza materiale, accogliendo ondulazioni flicker: «Realizzare Broadwalk mi ha indotto a studiare le possibilità riflessive di fare un film il cui contenuto visivo consista esclusivamente negli elementi primari dell’apparato cinematografico: la finestra d’esposizione e l’otturatore del proiettore», ricorda nel suo William Raban’s Nautical Twilight. Fifty Years an Artist Filmmaker (2025). Le possibilità riflessive sono regolate da precise scelte spaziali, geometriche e temporali, come in Time Stepping (1974). Come distendere o contrarre un doppio movimento panoramico centrato sulle scalinate di due palazzi contigui, modulandolo temporalmente, articolandolo orizzontalmente e verticalmente?

Nel tempo, William Raban ha aggiunto a questa ossatura muscoli, carne. La storia (l’istoria), così minimale nelle opere degli anni ’70, si è sviluppata sempre più rigogliosa, in maniera organica. Da singole analisi, singoli siti, frammenti di spazio-paesaggio, i suoi film sono diventati costruzioni più ampie, si sono distesi fino a diventare la documentazione filmata dello stato di intere aree geografiche. Penso al magnifico film sul Tamigi (Thames Film, 1986), al suo percorso fluviale. O alla riflessione sulla zona est di Londra dove Raban vive da cinquant’anni (la trilogia Sundial, A13, Island Race): sono una magnifica lezione che riflette sulla trasformazione urbanistica della città e di quei luoghi. Grattacieli, docks, ruspe, strade sopraelevate, flusso automobilistico, fluviale, mercati del pesce, palazzi demoliti, manifestazioni, corse podistiche, pecore che brucano: i film accolgono materiali storici, architettonici, riflessioni sociologiche e politiche.

Punto, linea, superficie. Bisognava partire da questa semplice tripartizione del materiale costruttivo. Film di William Raban: la loro analisi e composizione, le scelte combinatorie, hanno dato nel corso degli anni risultati sorprendenti. Da qui un paradosso. Aver compreso e assimilato in profondità la “struttura” gli ha permesso in seguito, negli anni, di muoversi e filmare, accostare inquadrature con la medesima precisione, aggiungendovi però una straordinaria libertà di movimento: una specie di duttilità mista a consapevolezza. Qualcosa che fa pensare ai film di Vertov. Raban è un cine-occhio.

Rinaldo Censi

 

 

LAKI HAZE, 2020
AVAILABLE LIGHT, 2016
LONDON REPUBLIC, 2016
72-82, 2014
TIME AND THE WAVE, 2013
THE HOUSELESS SHADOW, 2011
ABOUT NOW MMX, 2010
4’22”, 2008
TAKE MEASURE, 2008
AYSHE'S TALE, 2007
CONTINENTAL DRIFT, 2005
CIVIL DISOBEDIENCE, 2004
MM, 2002
FIRESTATION, 2000
BEATING the BRIDGES, 1998
CONFESSIONS, 1997
RIGHTS OF PASSAGE, 1997
ISLAND RACE, 1996
A 13, 1994
SUNDIAL, 1992
FROM 60 DEGREES NORTH, coregia/co-dir. Begonia Tamarit, 1991
THAMES FILM, 1986
A PICTURE OF GRAVING DOCK, 1982
BLACK & SILVER, co-dir. Marilyn Raban, 1981
WAVE FORMATIONS, 5-screen, 1978
AUTUMN SCENES, 1978
THAMES BARRIER, 3-screen 1977
ILLUSIONISTS, co-regia/co-dir. Marilyn Raban, 1977
SURFACE TENSION, 2-screen, 1976
CANAL INCIDENT, 2-screen, 1975
MOONSHINE, 2-screen, 1975
AFTER EIGHT, 1975
SUNSET STRIPS, 1975
AT ONE, 16mm, 1974
TIME STEPPING, 1974
BREATH, 1974
TAKE MEASURE, 1973,
ANGLES OF INCIDENCE, 2-screen, 1973
FILMAKTION, 1973
DIAGONAL, 3-screen, 1973
2’ 45”, 1973
IN THE MANNER OF SILENTS, 1972
BROADWALK, 1972
COLOURS OF THIS TIME, 1972
RIVER YAR, co-regia/co-dir. Chris Welsby, 2-screen, 16mm, 1972
VIEW, 1970
SKY FILM co-regia/co-dir. John-Barry, 2-screen, 1970
BASEMENT WINDOW, 1969
TREE PRINTS, 1969-70

Installazioni
TIME AND THE WAVE, anteprima/premiered at Mercosul Bienial, Porto Alegre, Brazil, 2013
THE HOUSELESS SHADOW, anteprima/premiered at Museum of London, 2012
ABOUT NOW MMX, anteprima/premiered at Helsinki Photo Biennale, 2012
DUCHAMP’S DISSENT, 3-screen, anteprima/premiered at Tate Modern Tanks, 2012
CONTINENTAL DRIFT, anteprima/premiered at Roland Levinsky Gallery, Plymouth, 2008
SOUTH FORELAND, 2-screen, anteprima/premiered at Box Gallery, Ostende, 2007
AFTER DUCHAMP, 3-screen, anteprima/premiered at 291 Gallery, London, 2003
WAVE FORMATIONS, 5-screen, anteprima/premiered at Documenta 6 Kassel, Germany, 1977
PINK TROUSERS, 4-screen, anteprima/premiered at Acme Gallery, London, 1976
MOONSHINE, 6-screen, anteprima/premiered at Arnolfini Gallery, Bristol, 1976

 


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE