PFF
COLLEZIONI

21 Giugno
Martedì 21-06-2022
ore 15:00 - 20:00
Spazio Bianco

pff2021 art marona

Mario Martone

Prologo - Mario Martone

Italia 1980/93

Selezione di lavori di Mario Martone a cura di Mauro Santini

FORESTA NERA (Italia, 1980, 28')
NELLA CITTÀ BAROCCA (Italia, 1984, 18')
DUE DON GIOVANNI (Italia, 1984, 19')
IL DESIDERIO PRESO PER LA CODA (Italia, 1986, 16')
PROLOGO A "RITORNO AD ALPHAVILLE" (Italia, 1987, 10')
LUCIO AMELIO / TERRAE MOTUS (Italia, 1993, 52')

Lo spazio bianco accoglie nuovamente la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e prosegue nella sua indagine sul panorama italiano indipendente, accogliendo opere di autrici ed autori - emergenti o già affermati - cui la proiezione in sala risulta limitante, per tipologia della visione o per durata.
Quest’anno lo sguardo si fa retrospettivo, con le opere realizzate da Mario Martone negli anni Novanta - giovane favoloso - completando così la personale a lui dedicata con il programma completo dei film di finzione in programmazione al Teatro Sperimentale e in Piazza.
Le due sale della galleria accolgono lo sguardo espanso dell’autore napoletano: dal documentario al ritratto d’artista, fino al video teatro. Uno sguardo già maturo, ma particolarmente curioso e indagatore, che guida alla scoperta di mondi altri rispetto alla produzione di finzione, la quale in quegli anni si manifestava in opere rilevanti come Morte di un matematico napoletano. È una produzione multiforme, che permette di scoprire le radici e la presa di coscienza artistica di Martone, l’humus fertile in cui si è sviluppato il suo sguardo a venire, coltivato nella galleria di Lucio Amelio, come nel teatro di Antonio Neiwiller o nei dipinti di Mimmo Paladino. La sezione offerta da spazio bianco è fondamentale per capire i suoi film seguenti, per comprendere gli anacronismi radicali e significativi – come ad esempio la presenza del cemento armato - di Noi credevamo: «Uno squarcio che deriva dal mio rapporto con gli artisti, dal gesto dell’arte contemporanea» dice Martone «come un taglio sulla tela ottocentesca». I suoi film sono sempre in rapporto dialettico con la storia, con il tempo, e ciò che vi accade ha un rapporto diretto anche col presente.
I film in visione allo spazio bianco sono le basi su cui poggia il suo cinema; fondamenta che ne fanno un grande autore sempre capace di leggere e interpretare il contemporaneo, sia che narri il Risorgimento italiano, sia che metta in scena Matilde di Shabran al Rossini Opera Festival di Pesaro o il Falstaff verdiano allo Staatsoper di Berlino.


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE