La giuria

VINICIO MARCHIONI

VINICIO MARCHIONI

Attore di formazione classica, a teatro è stato diretto, tra gli altri, da Marini, Ronconi, Latella. Ha realizzato e diretto con Milena Mancini molti spettacoli, fra cui Uno zio Vanja da Cechov e Amore e Psiche da Apuleio. È interprete e regista della prima versione teatrale de I soliti ignoti dal film di Monicelli. Dirige e interpreta il Caligola di Camus. Sul grande schermo ha esordito come protagonista in 20 sigarette di Amadei, film per il quale a Venezia si è aggiudicato il premio come miglior attore nella sezione Controcampo Italiano, il Premio Biraghi, il Premio Pasinetti e la candidatura al David di Donatello. Da allora quasi 30 film, alternando ruoli impegnati e drammatici a quelli da commedia (e ottenendo due candidature ai Nastri d’Argento), collaborazioni con registi affermati, anche internazionali, ma anche lavorando nelle opere prime e seconde più interessanti degli ultimi anni. Nel 2015 debutta alla regia cinematografica con il cortometraggio La ri-partenza. Oggi firma la regia de Il terremoto di Vanja, presentato dopo la Festa del Cinema di Roma qui a Pesaro. Rimane celebre la sua interpretazione del “Freddo” nella serie cult Romanzo Criminale. Da allora ha scelto con molta cura i suoi lavori televisivi, fra cui ricordiamo il ruolo di Massimo D’Alema nelle serie 1993-1994.


INGRID CAVEN

INGRID CAVEN

Attrice e cantante tedesca, musa e moglie di Rainer Werner Fassbinder, ora compagna dello scrittore francese Jean-Jacques Schuhl che, nel 2000, ha pubblicato il romanzo a lei intitolato. Vive a Parigi ma, dice, «non mi sento più tedesca e non sono francese, vivo perennemente in transizione». Per Fassbinder, con cui ha cominciato a lavorare fin dagli anni ’60 nel suo Antiteater, ha recitato in film immortali come L’amore è più freddo della morte, Attenzione alla puttana santa, La paura mangia l’anima, Un anno con 13 lune solo per citarne alcuni, vincendo due Deutscher Filmpreis d’oro. Trasferitasi in Francia nei tardi anni ’70, ha perseguito una fortunata carriera di cantante. La sua carriera attoriale l’ha vista recitare ancora nel XXI secolo con Luca Guadagnino e Claire Denis. Le sono stati anche dedicati dei documentari, fra cui Ingrid Caven, musique et voix di Bertrand Bonello.


RENATO BERTA

RENATO BERTA

Renato Berta (Bellinzona 1945), storico direttore della fotografia di Jean-Luc Godard, Alain Resnais, Manoel de Oliveira, Amos Gitai, solo per nominarne alcuni. Dopo aver studiato come apprendista meccanico e aver fondato un cineclub a Locarno, frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. Ha debuttato nel cinema nei tardi anni ’60 accanto ai cineasti del nuovo cinema svizzero (Alain Tanner, Claude Goretta, Daniel Schmid – v. pag. 58). Nel 1970, con Ottone o gli occhi non vogliono in ogni tempo chiudersi avvia una lunga collaborazione con Jean-Marie Straub e Danièle Huillet. Negli anni ’80 si trasferisce in Francia, dove vive tuttora, diventando parte integrante di quella cinematografia (1984: Le notti della luna piena; 1985: Hurlevent, Rendez-vous; 1987, Arrivederci ragazzi; 1993, Smoking / No Smoking; 2000, Grazie per la cioccolata; 2001, Marie-Jo e i suoi due amori; 2010, Belleville-Tokyo; 2016, L’amant d’un jour), oltre a collaborare con i «Cahiers du Cinéma». Affermato ormai come un caposaldo del cinema europeo, ha vinto fra gli altri un César, il Premio Cinema Ticino e il David di Donatello per Noi credevamo di Mario Martone, uno dei grandi registi italiani, con cui ha appena ultimato le riprese di Qui rido io con Toni Servillo nei panni di Eduardo Scarpetta.


VIRGILIO VILLORESI

VIRGILIO VILLORESI

Virgilio Villoresi (Fiesole 1979) è un animatore e regista. Ha imparato «la sintesi alchemica da Harry Smith, l’ontologia strutturale da Jonas Mekas, come fare arte a partire dall’immondizia da Jack Smith e i riti magici da Kenneth Anger. Le sue prime fonti d’ispirazione sono state l’animazione polacca (Jan Lenica, Zbigniew Rybczyński, Walerian Borowczyk, Daniel Schezcura, Jerzy Zitzmann), il cinema sperimentale europeo (Patrick Bokanowski, Chris Marker, Straub-Huillet), l’underground americano (Maya Deren, Stan Brakhage, i fratelli Kuchar), l’avanguardia europea (Jean Cocteau, Luis Buñuel, Man Ray, Oskar Fischinger), il cinema sperimentale italiano ((Paolo Gioli, Alberto Grifi) e il teatro, l’arte e la letteratura d’avanguardia». Vive e lavora a Milano. Ha una predilezione per la lavorazione artigianale e l’animazione a passo uno, e in effetti ha cominciato col creare collage seguendo l’esempio degli animatori degli anni ’50. Oltre ai suoi film di animazione, realizza opere per Vogue, Fendi, Moleskine, 7Up, musicisti come Capossela, festival come la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (v. sigla 2016).

PFF56 22-29 08 2020
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