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17 Giugno
Mercoledì 17-06-2026
ore 17:30
Teatro Sperimentale - Sala Pasolini

Foto 4 Como suturar la tierra

Javier Aguirre

TAUTÓLOGOS PLUS X

Spagna 1974 , 10'

 

Tautólogos plus X (1974, 35mm, colore, 10', Spagna)
regia Javier Aguirre sceneggiatura Javier Aguirre fotografia Antonio L. Ballesteros musica Cristóbal Halffter montaggio Mariely Valero produzione Ismael González Producciones Cinematográficas
«In Tautologos Plus X, Javier Aguirre introduce l'idea di far entrare l'autore nel film, di riflettere l'immagine stessa della macchina da presa, cosa insolita nel cinema ma evidente, mentre Velázquez, diversi secoli fa, aveva già realizzato la stessa idea ne Las Meninas». (Susan Sontag)

 

Alla presenza del curatore

   

 

Per combattere la propaganda dei documentari NO-DO prodotti dal regime, i cineasti sperimentali spagnoli, anziché realizzare film militanti frontali e sostanzialmente speculari a quelli del regime, proposero invece una critica radicale dell'ontologia cinematografica e del realismo documentario. Per loro, la trasparenza delle immagini non era altro che un'impostura e l'oggettività un mito che tradiva una manipolazione di fondo. Persino il cinema diretto, che ebbe solo rari esempi nel cinema iberico degli anni Sessanta, divenne un bersaglio polemico e non una forma finalmente adatta a “dare voce” al popolo spagnolo sottomesso e ammutolito dalla censura e dallo stato di polizia. Dichiarandosi eredi al contempo della crudeltà meta-documentaria di Las Hurdes (1932) di Luis Buñuel e dell'inquietudine tecnologica e plastica del Tríptico elemental de España (1953-1961) di José Val del Omar, i documentaristi sperimentali del tardo-franchismo mettono in crisi il modello di cinema del reale tradizionale proprio perché ne rifiutano l'immediatezza. Nei loro film, il mondo mostrato dal cinema è solo una rappresentazione e tutt'al più un riflesso, non la pura e sacrosanta registrazione del visibile: di tale rappresentazione vanno mostrati all'opera i meccanismi, la logica e i materiali di costruzione. La conseguenza è lo sviluppo di un documentario concettuale e teorico, auto-riflessivo e decostruzionista, in cui l'armamentario modernista (il meta-cinema, la macchina-cinema, il film en train de se faire) non è più un occhiolino strizzato al pubblico intellettuale compiaciuto del giochino brechtiano a lui proposto, ma un grimaldello politico affilatissimo per combattere finalmente ad armi pari contro la menzogna del franchismo e il falso paradiso della merce promesso dalla società dello spettacolo.

 

 

Nuove forme e ricerche negli ultimi anni della dittatura spagnola

un programma curato da Federico Rossin

Negli ultimi anni, dagli archivi delle cineteche spagnole è riemerso un intero panorama di film e cineasti sperimentali attivi durante l'ultimo decennio della dittatura di Franco di cui avevamo solo letto in rari cataloghi e libri1, ma i cui film pensavamo persi per sempre, inghiottiti prima dalla clandestinità vissuta durante la dittatura, e poi dall'ideologia cinetecaria di salvaguardia di soli “capolavori” riconosciuti. Quello che proponiamo, nell'anniversario dei 90 anni della Guerra Civile, è un panorama che va oltre la già monumentalizzata Escuela de Barcelona, un paesaggio fatto di registi che sfidarono la propaganda innovando il linguaggio cinematografico attraverso il femminismo, lo strutturalismo, il situazionismo, e facendo costanti riferimenti all'arte contemporanea post-minimalista, al teatro di Brecht e di Artaud, alla musica dodecafonica e seriale. Attraverso la proiezione di film rarissimi e sorprendenti, vorremmo raccontare le vite di giovanissimi artisti della sperimentazione che corsero dei veri rischi di fronte al fascismo senza ricorrere ad un militantismo superficiale e ad un contenutismo privo di vera innovazione in termini di linguaggio e forma. Una generazione ai margini della Storia e della storia del cinema, una generazione perduta e ancora troppo poco studiata e considerata, una generazione la cui voce ci appare oggi indispensabile.

1. Si veda almeno il pionieristico ma ancora fondamentale libro curato da Eugeni Bonet e Manuel Palacio, Práctica fílmica y vanguardia artística en España 1925-1981, Universidad Complutense de Madrid, Madrid, 1983.

 


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE