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2026

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18 Giugno
Giovedì 18-06-2026
ore 17:30
Teatro Sperimentale - Sala Pasolini

Foto 4 Como suturar la tierra

Iván Zulueta

KINKON

Spagna 1971 , 7'

 

Kinkón (1971, Super 8mm, bianco e nero, 7', Spagna)
regia Iván Zulueta sceneggiatura Iván Zulueta fotografia Iván Zulueta cast King Kong, Fay Wray montaggio Iván Zulueta produzione Iván Zulueta
Zulueta riprende in Super 8mm una proiezione televisiva di King Kong e, attraverso tagli e manipolazioni della velocità della cinepresa, ne condensa la durata. Lo sfarfallio e l'appiattimento dell'immagine causati dalla rielaborazione trasformano l'originale in qualcosa di più perturbante ed ipnotico.

 

Alla presenza del curatore

   

 

Sotto l'influenza di molteplici fonti che coesistevano e coabitavano liberamente senza dogmi o settarismi - l'underground americano, gli esiti più radicali della Nouvelle Vague (Godard e Rivette), il cinema d'artista venuto fuori da Fluxus e dalla Pop Art, i film strutturali inglesi e quelli lettristi francesi - viene realizzata in pochi anni e con mezzi derisori, e distribuita poi solo attraverso canali clandestini, una serie di film che mirano a smantellare, in un gesto di tabula rasa tipicamente modernista, i modelli del cinema d'autore in voga nella Spagna tardo-franchista. La Neo-avanguardia fu un movimento eterogeneo ed eterodosso per definizione, condannato ad essere visto da un pubblico ristrettissimo nei cineclub universitari e durante proiezioni private negli appartamenti. Se le opere elitiste della Escuela de Barcelona si prendevano molto sul serio, quelle della Neo-avanguardia che mostriamo in questo programma si prendevano il lusso della distruzione e della risata nichilista, dello sberleffo senza pietà e della decostruzione. Il formalismo della Escuela viene superato come eredità tardo-borghese: ed infatti la classe intellettuale che flirta con la sinistra rivoluzionaria post-sessantottina rimanendo sostanzialmente innocua per il regime, è un bersaglio polemico costante di cui vanno sbeffeggiati il linguaggio vuotamente retorico e il pensiero non fondato su una prassi. Dopo la risata post-ideologica si sogna un'immagine finalmente ritornata alla sua purezza originaria, al bianco luminoso dello schermo della sala. O al limite si ricomincia il cinema filmando lo schermo ondeggiante del tubo catodico casalingo: un'immagine che non è più il calco del reale ma il suo rovescio, fluttuante tra astrazione e rappresentazione, un ironico messaggio che già annuncia il post-moderno a venire.

 

 

Nuove forme e ricerche negli ultimi anni della dittatura spagnola

un programma curato da Federico Rossin

Negli ultimi anni, dagli archivi delle cineteche spagnole è riemerso un intero panorama di film e cineasti sperimentali attivi durante l'ultimo decennio della dittatura di Franco di cui avevamo solo letto in rari cataloghi e libri1, ma i cui film pensavamo persi per sempre, inghiottiti prima dalla clandestinità vissuta durante la dittatura, e poi dall'ideologia cinetecaria di salvaguardia di soli “capolavori” riconosciuti. Quello che proponiamo, nell'anniversario dei 90 anni della Guerra Civile, è un panorama che va oltre la già monumentalizzata Escuela de Barcelona, un paesaggio fatto di registi che sfidarono la propaganda innovando il linguaggio cinematografico attraverso il femminismo, lo strutturalismo, il situazionismo, e facendo costanti riferimenti all'arte contemporanea post-minimalista, al teatro di Brecht e di Artaud, alla musica dodecafonica e seriale. Attraverso la proiezione di film rarissimi e sorprendenti, vorremmo raccontare le vite di giovanissimi artisti della sperimentazione che corsero dei veri rischi di fronte al fascismo senza ricorrere ad un militantismo superficiale e ad un contenutismo privo di vera innovazione in termini di linguaggio e forma. Una generazione ai margini della Storia e della storia del cinema, una generazione perduta e ancora troppo poco studiata e considerata, una generazione la cui voce ci appare oggi indispensabile.

1. Si veda almeno il pionieristico ma ancora fondamentale libro curato da Eugeni Bonet e Manuel Palacio, Práctica fílmica y vanguardia artística en España 1925-1981, Universidad Complutense de Madrid, Madrid, 1983.

 


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE