FILM ore 18:00 – PALAZZO GRADARI (Salone Antonia Pallerini)
CHAO di Yasuhiro Aoki (Giappone, 2025, 89’)
In un futuro fantastico, gli umani e le sirene convivono. Stephan, un ansioso operaio in un cantiere, ha grandi idee per salvare il mare. Ma la sua vita esplode nel caos quando la frizzante principessa sirena ChaO gli propone di sposarla. Tra robot giganti, negozi e fuochi d’artificio la strana coppia scoprirà un nuovo modo di vivere.
a cura di Giulietta Fara
Se l’animazione è un linguaggio universale, ancora di più lo sono le storie raccontate con questa tecnica. Da tempo in occidente indicata come “per bambini”, l’animazione ha invece il potere eccezionale di portare in vita personaggi che vivono al limite tra illusione e realtà, a volte custodendo immagini e disegni senza tempo. Le scoperte e le ri-scoperte del Pesaro Film Festival Circus di quest’anno mostrano storie e personaggi che hanno a che fare con una infanzia di tutti, tra balene, deserti, burattini, bottiglie di Coca-cola e foreste incantate, per pubblici di tutte le età. Più che mai oggi è importante guardare all’animazione del passato, per comprendere le sfide produttive e le enormi invenzioni messe in piedi per portare avanti un’opera: da cineprese verticali improvvisate su assi da stiro e con tubi innocenti fino a interi reparti di produzione allestiti tra il salotto e una cucina di un appartamento. E allo stesso tempo vedere come oggi si utilizzano tutte le tecniche, da quelle più artigianali de I racconti del giardino incantato di David Súkup, Patrik Pašš, Leon Vidmar, Jean-Claude Rozec con la stop motion a quelle più sperimentali di The Last Whale Singer di Reza Memari con Unreal Engine. Il Circus 2026 festeggia inoltre l’importante compleanno di Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, che ha recentemente ricevuto il David Speciale proprio quest’anno durante la premiazione dei David di Donatello. Un’opera che vede protagonista un giovane Maurizio Nichetti a cui la Mostra quest’anno dedica l’evento speciale sul cinema italiano. A duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, il Circus inoltre riporta su grande schermo quattro eccezionali interpretazioni italiane e animate di Pinocchio. L’onirico e cupo Pinocchio di Gianluigi Toccafondo, l’irriverente e poetico burattino di Roberto Catani, lo sgargiante personaggio creato da Lorenzo Mattotti e messo in movimento da Enzo D’Alò, e l’incredibile pezzo di legno curato nei minimi particolari da Giuliano Cenci. Cortometraggi e film che raccontano la nota storia del burattino di legno che voleva diventare un bambino in tantissimi modi diversi, cogliendone diversi aspetti o ribaltandone la figura per vedere se, anche così, è in grado di stare in piedi. Ma è proprio necessario essere dei bravi bambini, come propone la storia di Collodi? «Nel paese della bugia la verità è una malattia» scriveva Gianni Rodari, e il ribaltamento della prospettiva collodiana oggi è quanto mai necessario per allargare l’ambito della ricerca e della produzione artistica a tutti: grandi e piccoli, esperti e neofiti. Sempre Rodari nei suoi scritti per bambini afferma «Le favole dove stanno? Ce n’è una in ogni cosa: nel legno del tavolino, nel bicchiere, nella rosa». E così anche quest’anno il Circus propone, oltre alle visioni in sala e in piazza, anche tanti laboratori per imparare a creare storie imprevedibili con l’animazione, attraverso l’uso di materiali poveri e tanta fantasia, quella che Bruno Munari, un altro grande studioso dei meccanismi creativi del bambino, definisce così: «fantasia (…) è buttare per aria con allegria…». E allora con allegria, sospesi tra illusione e realtà, accogliamo i piccoli e futuri cinefili e cineasti tra le braccia del Pesaro Film Festival CIRCUS.
TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE
