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18 Giugno
Giovedì 18-06-2026
ore 15:00
Chiesa della Maddalena

Once upon a time on earth_programma2_piccolo

Phil Mulloy

ANIMATION IS EUROPE 2

Regno Unito , 48'

Animation is Europe
Omaggio a Phil Mulloy

Endgame (Regno Unito, 2015, 7') 

Dogs Can't Talk (Regno Unito, 2017, 3') 

Now I Think I'm Happy (Regno Unito, 2017, 5') 

Trump's Pitch (Regno Unito, 2019, 1') 

Take a Look Good on Boris (Regno Unito, 2019, 1') 

Trump's Dog (Regno Unito, 2019, 1') 

Happily Ever After (Regno Unito, 2022, 3') 

Once Upon a Time on Earth (Regno Unito, 2024, 14') 

Forwards Backwards (Regno Unito, 2017, 2') 

Bird of Paradise (Regno Unito, 2013, 4') 

Terry’s Departure (Regno Unito, 2013, 3') 

Sex on TV (Regno Unito, 2013, 3') 

The Banker (Regno Unito, 2012, 3')

a cura di Giulietta Fara

“To be called anything is actually quite nice. Recently I was called ‘brilliant’ and ‘rubbish’ for the same film. Perfect”*.
Così Phil Mulloy (29 agosto 1948 – 10 luglio 2025) si racconta. Ed è con questo autore recentemente scomparso che si inaugura la nuova sezione “Animation is Europe”, dedicata all’esplorazione di autori e stili dell’animazione europea indipendente e di ricerca. Una sezione che, presentando gran parte dei cortometraggi di Mulloy, affianca idealmente il focus su animatori italiani che da anni è presente alla Mostra. Phil Mulloy, di origine britannico-irlandese, inizia a lavorare come sceneggiatore e regista di film live-action fino alla fine degli anni Ottanta, prima di dedicarsi all’animazione. La sua ricerca, quasi sempre fatta di segni essenziali e ruvidi in bianco e nero, esplora l’animo umano e le sue stranezze, svelando il ridicolo, il macabro e l’assurdo delle relazioni interpersonali. Assieme all’indagine introspettiva Mulloy si avvicina alla società contemporanea e alle sue tradizioni mettendole spesso in ridicolo, trovando anche in questo caso chiavi interpretative e narrative a tinte surreali e ironiche. Esilarante è la serie dei Ten Commandments, dove i precetti biblici diventano norme assurde che svelano la natura perversa delle religioni organizzate (sesto comandamento: commetteresti adulterio se fossi intrappo lato con una donna su un’astronave?). Con la trilogia Intolerance invece entriamo in una beffarda parodia dei film sulle invasioni aliene, dove approdiamo sul pianeta Zog, i cui abitanti hanno la testa tra le gambe e i genitali sul collo. E mentre le immagini mostrano comportamenti orribili e raccapriccianti, una voce narrante da classico documentario li descrive come la cosa più naturale del mondo. The Wind of Changes, basato sui ricordi del violinista e compositore Alex Balanescu, ripresenta il bianco e nero come cifra fondamentale per raccontare l’insicurezza del personaggio, e il colore è usato solo come simbolo.
Le sequenze in live-action diventano un polmone immaginario per evocare i fantasmi del compositore e della sua musica. The Sexlife of a Chair inoltre è spesso citato come una delle opere più strane rispetto al corpus delle opere del regista. Mulloy spiega che era interessato, qui, ad una struttura non narrativa, utilizzando personaggi difficilmente malleabili con l’animazione. Tutto questo con l’obiettivo dello humour, smontando e rimontando stereotipi scena dopo scena, in un crescendo di assurdità legate al mondo della sessualità. 

L’omaggio a Phil Mulloy intende accendere i riflettori su uno dei più importanti, irriverenti, minimalisti artisti contemporanei. Un artista che parla agli adulti e pretende di non essere amato e adorato ma abbracciato in tutta la sua immensa brutalità punk. E segno dopo segno, graffio dopo graffio, veniamo presi dalle viscere e rimaniamo piacevolmente imbrigliati nel suo mondo in black and white

Il nome della sezione “Animation is Europe” nasce dalla volontà di omaggiare anche la famosa citazione “Animation is Film” di Guillermo del Toro che, quando ricevette il Premio Oscar per il suo Pinocchio, puntò il dito contro chi vorrebbe il cinema d’animazione come “una cosa per bambini”. 


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE