Programma
2026

×

Errore

Advanced Module Manager non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.
17 Giugno
Mercoledì 17-06-2026
ore 21:30
Piazza del Popolo

Foto 4 Como suturar la tierra

Milcho Manchevski

DUST

Inghilterra, Germania, Italia, Macedonia del Nord, 2001 , 127'

 

Proiezione speciale – Omaggio Milcho Manchevski
DUST (Inghilterra, Germania, Italia, Macedonia del Nord, 2001,127’) di Milcho Manchevski
Alla presenza del regista

Nella New York contemporanea, un giovane ladro di nome Edge si introduce nell’appartamento di Angela, una donna centenaria in fin di vita che ribalta la situazione puntandogli una pistola contro. Tenendolo prigioniero, gli racconta una storia che diventa per lui l’unica via di fuga. Il racconto ci riporta indietro di un secolo, tra il West americano e la Macedonia sotto il controllo ottomano, dove due fratelli fuorilegge — Luke ed Elijah — vengono separati dal loro amore per la stessa donna, Lilith. Estraniati l’uno dall’altro, durante la rivoluzione macedone finiscono su fronti opposti. Manchevski rifiuta di mantenere nettamente separati i due mondi: le monete d’oro di Angela e le sue parole attraversano il confine del secolo, il suo racconto rimodella attivamente il passato, mentre il passato dà origine al presente, fino a quando le due linee temporali finiscono per riflettersi e contaminarsi a vicenda. Il risultato è una struttura narrativa frammentata e audace che rende Dust uno dei film più originali e sottovalutati del cinema mondiale. Quando debuttò come film d’apertura della Mostra di Venezia nel 2001, fu travolto da una controversia nata da una lettura distorta dei suoi temi. Venticinque anni dopo, l’anniversario ci ricorda che le tempeste politiche passano, mentre l’arte continua a parlare.

   

 

Milcho Manchevski (Skopje, 1959) si è affermato internazionalmente con Prima della pioggia, considerato uno dei più grandi film d’esordio nella storia del cinema, vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 1994 e di numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, candidato agli Oscar. Il suo percorso registico è proseguito con film acclamati come Dust, Shadows, Mothers, Bikini Moon, Willow, Kaymak e diverse opere brevi. Dopo un conflitto con il Centro di cinematografia macedone che ha suscitato solidarietà internazionale e si è risolto in suo favore, per il 2026 sono attesi il suo nuovo lungometraggio Sister Brother Manhole Cover e il documentario Good People.

 

 

 

Tra i migliori rappresentanti del cinema inteso tarkovskjianamente come arte di scolpire il tempo, Milcho Manchevski nel suo corpus filmico ha coniato una grammatica visiva che fonde la storia e la cultura del suo paese d'origine, la Macedonia, con un gusto cosmopolita frutto dell'esperienza ricorrente ma mai definitiva dell'espatrio, verso gli Stati Uniti, la sua seconda casa, verso l'Italia, e molte altre latitudini. I suoi film sono attraversati da un raffinato afflato umanistico, in cui l'empatia e il senso del grottesco procedono di pari passo. «Io faccio film sulle persone, non sui luoghi» è un mantra ricorrente nelle sue interviste, e i due titoli che vedremo a Pesaro – Dust e, per la prima volta in Italia, Bikini Moon – riflettono esattamente questa concezione del cinema.
Produttivamente agli antipodi in termini di budget, tracciano il primo una grandiosa riflessione sul tempo e sulla storia, l'altro una riflessione sul senso ateleologico del cinema - inventando ciascuno un genere a sé stante. Dust è un "eastern" che ricodifica il genere americano per eccellenza per raccontare due storie intrecciate a un secolo di distanza, tra la New York del 2000 - ben diversa da quella del 2001 dopo l'11 settembre - e la Macedonia del 1905, sotto il controllo ottomano. Bikini Moon è un meta-mockumentary che mette in scena una problematizzazione radicale della pretesa di veridicità insita in ogni documentario, risolvendosi nel ritratto modernista di uno dei personaggi più autentici dell’indie americano dell'ultimo decennio.
Sospeso tra due continenti e molteplici epoche, il cinema di Milcho Manchevski si immerge nella storia e nelle storie per restituire immancabilmente un'imago mundi nella tensione irrisolta dell'attesa - prima della pioggia, prima dell'amore, prima del cinema stesso, che con le sue convenzioni e i suoi poteri incombe a trasfigurare ogni cosa.


Ludovico Cantisani

 

 

 


TUTTE LE PROIEZIONI SONO GRATUITE